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Informazioni su Alessandra Calore

Un copy in corriera, ma soprattutto in treno e in scooter. Nasco a Milano, studio a Bologna e rinasco come copy a Milano, imparando da grandi professionisti, in belle agenzie. Ma, come dice il saggio: “se assaggi il ragù non lo lasci più” e allora di nuovo a Bologna, dove non si mangia solo bene, ma si fa anche buona pubblicità. Dopo un periodo gustoso come questo, ci vuole un po’ di moto: ed eccomi sfrecciare per le vie di Firenze in una nuova copyadventure, che gira e rigira mi ha riportata a Bologna, dove il mio spirito avventuroso si esprime al meglio come free-lance.

Se non avessi fatto il copywriter avrei fatto il tea taster.

se non avessi fatto il copywriter avrei fatto il tea tasterCopywriter si nasce o si diventa?

Non so se per tutti i copywriter è così, ma io spesso mi chiedo come sono arrivata a fare questo mestiere e come sarebbe andata se avessi preso un’altra strada.

E ogni volta, quando ci penso, mi torna in mente lui: Jonathan Hart, uno dei protagonisti della serie “Cuore e Batticuore” (titolo originale “Hart to Hart”), telefilm in perfetto stile Anni ’80 dalla regia ai protagonisti: marito e moglie miliardari che se la spassano da mattina a sera e tra fragole&champagne, tuffi in piscina e auto sportive, acchiappano assassini, delinquenti vari, risolvono delitti e casi di spionaggio.

Ma concentriamoci su Jonathan interpretato da Robert Wagner, l’uomo in blazer, con la riga da una parte e il ciuffo immobile come il Ken della Barbie. Bene, il pettinatissimo Jonathan, più o meno negli anni gloriosi della serie TV, appariva anche in uno spot televisivo per una nota marca di tè, pronunciando la frase che forse ha segnato per sempre il mio destino: “Se non avessi fatto l’attore, avrei fatto il tea taster”. A parte le risate che questa frase scatenava allora come adesso, resta la domanda iniziale: “che cosa avrei fatto se non avessi fatto il copy?”.

E da qui un’altra domanda: “copy si nasce o si diventa?”. Io qualche risposta me la sono data, forse anche grazie all’impavido Jonathan. Non credo si nasca copy, anche se, conoscendoci tra noi, ci ritroviamo sempre un pochino l’uno nell’altro, ma continuo a pensare che non esista un DNA copy e che si possa imparare a fare questo mestiere, perché di mestiere si tratta. Sicuramente il primo approccio è decisivo, un po’ come la Coca Cola o la Nutella: ne puoi fare senz’altro a meno, ma una volta che le assaggi, ci sei dentro.

Ma torniamo alla prima fondamentale domanda: “che cosa avrei fatto se non avessi fatto il copywriter?” Il tea taster? Mah, perché no? In fondo il tè mi è sempre piaciuto, ma probabilmente avrei fatto l’esploratore o la cartolaia…A pensarci bene, un nesso con il copywriting c’è.
E voi? Cosa avreste fatto?
PS
La domanda vale anche per gli art, basta che non rispondano: “il copy”.

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