Poco più di una settimana fa cominciava la mia trasferta solitaria agli Eurobest 2015 e devo concentrarmi lucidamente sul calendario per rendermene conto: sto ancora finendo di riprendermi. Potrei farla davvero lunga e sviolinare e lanciare glitter da tutte le parti su quanto questa esperienza sia stata “challenging” e “impattante” e “ingaggiante” e “disruptive”: non lo farò. Il fatto è che al ritorno da sti festival nessuno si sofferma mai a raccontare gli aspetti trash e improbabili, quindi sono qui per allietare il vostro lunedì con i miei personali award (ah, ma non è lunedì? Ah).

BRONZE

Un bronzo all’organizzazione dei Lions Festivals per la selezione dei gadget che ci hanno fatto trovare all’arrivo nella borsa di tela: una bottiglia di birra belga gratuita, un invito a uno workshop a forma di mascherina notturna e un portachiavi con la mascotte di Brand Home – ovvero uno gnomo arancione fosforescente che fa il dito medio: très chic. Un bronzo anche alla manager londinese che è riuscita a fare un seminario ricorsivo: il tema del suo intervento era il fallimento in pubblico e purtroppo si sono inceppati gli schermi mentre parlava. Per metà del tempo che aveva a disposizione è dovuta sgattaiolare dietro le quinte e siamo stati intrattenuti da un organizzatore che ci chiedeva di fare la hola per ammazzare il tempo, in pieno stile vacanze a Riccione. Un seminario sul fallimento fallito a tutti gli effetti: non poteva andarle meglio.

SILVER

L’argento va sicuramente al team creativo di JWT Metro di Tblisi che ha iniziato a pedinarmi al primo party all’elegantissima City Hall di Anversa: mi hanno poi spiegato che sarei una sosia di Nino, una loro creativa rimasta a casa, e che dovevano assolutamente farmi una foto per mandargliela. In effetti è un grande vantaggio, ora che ci penso: se qualcuno mi domanderà mai cosa chiedo a San Gennaro, risponderò “Sono georgiana”, e ne ho le prove inconfutabili.

GOLD

Il primo oro va all’eccellente barbiere hipster che ha allestito il suo temporary shop nel bel mezzo del party della seconda sera. Tutti ballavano e lui non ha smesso un secondo di lavorare, tagliando barba e capelli ai direttori creativi di mezza Europa, malgrado il casino e la poca luce: hero of the night.
Oro anche allo strategic planner che mi ha offerto un lavoro come copy a DDB Russia durante il party finale, dopo appena cinque minuti che chiacchieravamo di scemate. Era convintissimo, un paladino della fiducia, e ha fatto la sua promessa sbronza in pubblico e a voce sufficientemente alta. Sicuramente ora non se ne ricorda, ma io sì. E so come rintracciarlo. Adesso in effetti a Mosca fa un po’ freschino, ma se tra qualche mese mi vedrete partire senza sapere quando, andata senza ritorno, fino in capo al mondo e all’ultimo secondo, beh: ora sapete perché.

GRAND PRIX

Scena memorabile il mattino dell’ultimo giorno, nella Inspiration Room, con un intero pubblico in hangover che è scoppiato a piangere di fronte agli adv di Natale di Adam & Eve DDB per John Lewis. Se non conoscete questi spot, vi consiglio di vederveli su YouTube: già sono belli di loro, ma solo chi sta provando a riprendersi dai rimorsi e dai rimpianti della birra belga gratuita può apprezzarne veramente le sfumature struggenti. L’idea è un po’ come quando ci si riprende da una serata di bagordi e si passa la domenica in pigiama a guardare film o clip strappalacrime e a mangiare biscotti nella vastità beata della propria solitudine. Solo che lì eravamo tutti assieme, camicie sdrucite e mascara sbavati, senza biscotti e tutti storditi e infagottati nelle nostre poltroncine di raso bordeaux: adorabili. Se all’uscita avessero preparato apposta un reparto “free hugs” brandizzato dalla Westmalle sarebbe stato perfetto.

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Laura Bonelli

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