copy-contabileCercasi CC, Apprendista CC. Con esperienza, naturalmente.

Potrebbe essere un conto corrente con esperienza di crescita, oppure un articolo del codice civile da tenere presente per esperienze future. E invece no, il CC sono io: il copywriter contabile, apprendista e con esperienza per giunta.

Due paradossi in così poche righe sono un risultato di tutto rispetto, davvero, e posso garantirvi che apprendere l’arte del conta-copy con tanto di busta paga che lo certifica (sotto la voce qualifica c’era scritto copywriter contabile, giuro) è davvero una bella soddisfazione.

Siamo in pochi in Italia, sapete? Scrivere a mano la contabilità è arte di altri tempi ma scriverla a parole potrebbe essere l’arte del futuro.

Facciamo un passo indietro (giusto di qualche anno). 25 anni, apprendista copywriter di una piccola agenzia locale, di quelle così piccole che tutti fanno un po’ tutto, dal rispondere al telefono a ritirare i volantini in tipografia. Mansioni aggiunte non pagate, ovviamente, che creano quella dannata esperienza che tutti cercano nei giovani apprendisti.  E quindi si fa. Fa parte del gioco e del contributo che dai per far crescere un’azienda che un giorno decollerà. E dato che per natura sei predisposta (questo è da vedere) fai le fatture e la prima nota che una mano lava l’altra e tutti dobbiamo fare qualcosa in più. E vabbene.

Capirete che in un’azienda già predisposta al volo, la cosa che certamente non deve mancare per il decollo è un contabile interno. E dato che c’è un copy che le fatture già le fa, direi che l’unica (e dico l’unica) soluzione è quella di trasformarla in un CC, un meraviglioso copywriter contabile che metterà gli occhiali per registrare le fatture senza sdoppiare la partita doppia e indosserà la parrucca rossa per creare un claim di successo per il migliore cliente del momento. Ma la scrivania cambia? No, no. E perché? Siamo piccoli ricordi, non abbiamo posto ma abbiamo tanto da fare e un decollo da preparare. Su muoviti.

Ora, io non so se avete presente un contabile: con tutto il rispetto per la categoria (di cui tra l’altro faccio parte anche se sono un rappresentante sui generis) sono precisi, meticolosi, ballano da una scadenza all’altra senza scomporsi, restano impassibili davanti alle nuove normative ( che spuntano come funghi ogni giorno) e comunicano solo con i numeri. Il loro massimo risultato è lo zero a chiusura di una partita doppia che è un giroconto ma non torna mai pari e le colonne sballano.

E avete presente un copy? Raramente usa i numeri e se li usa li scrive per intero.  Se sei un copy crei con le parole, giochi con i significati, hai una visione distorta della realtà e per averla devi possedere una dose così alta di astrazione che solo uno spirito creativo può avere.

Quindi un CC con esperienza che cos’è? È un gelato bigusto: soddisfa due voglie ma c’è il rischio di mischiare i sapori. Ne può derivare una contabilità creativa che non tende allo zero ma all’uno più o meno e un copywriting numerico con cifre stilistiche nuove, i piedi per terra e le banche alle calcagna.

Per onore di cronaca questo gelato professionale è durato per oltre due anni e in effetti, quando ho deciso di abbandonare l’aereo che stava ancora decollando e tra l’altro non è ancora partito, quello che ha pagato di più è stato il mio lato contabile che mi ha permesso di trovare subito un nuovo lavoro. Senza farfalle nello stomaco, intendiamoci, ma con qualcosa da mangiare sotto i denti. Sono ancora in bilico però. Occhiali blu o parrucca rossa? Il rosso mi piace di più e con il blu faccio qualche scarabocchio per lavoro.

L’abilità del trasformismo professionale però, l’ho inserita nel curriculum nella sezione  “Altre capacità e competenze”.

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Tagged with:
 
Author Image
About The Author

Martina Caluri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.