Noi contro voiUn tempo per divertirsi bastava davvero poco, altro che Play Station, X-box, smartphone. Voglia di sfidarsi, di sudare e faticare. Stare sul divano col joystick in una mano e il secchio di pop corn nell’altra non era un’ipotesi contemplata. Meglio stare all’aria aperta. 

Se sei nato negli anni ’70 forse potrai capirmi, altrimenti spero tu faccia uno sforzo. Ne varrà la pena perché le cose, in fondo, non sono quello che sembrano. Fidati. E una piccola sorpresa trasformerà in un sorriso quella tua aria sospettosa.

Parliamo di calcio. Che tu lo ami o lo odi sai di che parlo e delle emozioni che genera. Un prato verde, una sfera di cuoio, due porte, due squadre.

Si comincia! Noi contro voi. Ci disponiamo in campo con un 4-3-3 speculare, tutta tattica, strategia, come una battaglia napoleonica, come una partita di Risiko.

Vestiamo d’azzurro, tutti e 11 della stessa età, stesso taglio di capelli, come la squadra della Wermacht che in “Fuga per la vittoria” affronta i prigionieri alleati dello Stalag, impersonati da campioni del calibro di Pelè, Bobby Moore, Ardiles con l’aggiunta dello yankee Sylvester Stallone che confonde il football con il soccer, non sa correre, non sa dribblare ma alla fine para il rigore decisivo. Questo film di John Houston all’inizio degli anni ’80 fece urlare “Victoire” al pubblico del cinema come fosse allo stadio. Tutti ebbri di passione, di gioia, di voglia di riscatto dopo un primo tempo terminato in svantaggio per 4-1 contro tutto e tutti.

http://www.youtube.com/watch?v=iAIk6bqN90s

E il giorno dopo nei campetti di periferia, con esiti disastrosi e dolorosi, provavamo a replicare la mitica rovesciata di Pelè che allo scadere regalava il 4-4 che era meglio di una vittoria da tre punti. La squadra dei prigionieri con un’epica partita tutta sacrificio e dedizione gliel’aveva fatta vedere ai tedeschi e al loro arbitro venduto.

Poi la resistenza francese alla fine del film li faceva scappare confusi tra la folla che invade il campo ed eravamo tristi per il colonnello Von Steiner, magistralmente interpretato da Max Von Sydow, unico crucco leale, vinto ma in fondo in fondo soddisfatto che alla fine avesse prevalso il bel giuoco come dicono quelli demodé. Ma per noi amanti del pallone il succo del film stava tutto in quella partita magistralmente girata, coreografata con scene al ralenti e accompagnata dalle note enfatiche della colonna sonora di Bill Conti, quello di Rocky, per intenderci.

Adesso siamo qui con la palla bianca sporca di terra, stile calcio inglese dove piove sempre e il campo è allentato, e alla fine i 22 escono infangati, feriti come gladiatori ma orgogliosi come eroi che non si danno mai per vinti. Sento il rumore secco dei contrasti della serie “o palla o gamba”, perché come tutti sanno ”il calcio non è un gioco per signorine.” Palla in tribuna, interventi a piedi uniti, urla, volti paonazzi, sudore e lacrime in una bolgia infernale che incita e fa il tifo per te.

Ogni gol subito è una mazzata che stenderebbe un toro. Il pathos è ai massimi livelli. Senza arbitro, niente regole. Anzi, una sola: vale tutto. Si arriva ai 10.

Pronto per la rivincita? Allora metti nella fessura un’altra moneta, tira la leva e senti le palline che arrivano rotolando. Tirala al centro. Giochiamo!

Sorpreso? È il calcio-balilla, bellezza. E tu non ci puoi far niente!

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Fabio Massimo Peroni

2 Responses to Noi contro Voi.

  1. Author Image Andrea ha detto:

    Ho sempre odiato, nemmeno con tanta cordialità, il calcio, il calcio Balilla (che dalle mie parti si chiamava biliardino) e il Subbuteo.
    Ero un bambino alieno, di quelli che leggeva tanto (forse troppo) e creava il suo mondo immaginario col Pongo.
    Però questo pezzo è bello. Si fa leggere, ti fa emozionare.
    Basta e avanza, alla faccia della Playstation che non mi sta troppo simpatica.

  2. Author Image Anonimo ha detto:

    Risento, come d’incanto, lo schianto secco, arricchito dal risuonare della struttura di legno e metallo del calcetto – dalle mie parti si chiamava e si chiama tuttora così – della pallina sparata dritta in porta/buca, percorrendo tutto il campo, dalla stecca coi due difensori avversari.

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