Web writer aziendale, fammi sentire magraOvvero come gestire un blog aziendale nel modo giusto.

Beh, lo so, i web writer non vendono pillole magiche, non possono esaudire il mio sogno nel cassetto che consiste nello svegliarmi domani mattina con 20 kg in meno, né cucire abiti che mi facciano sembrare una taglia 42 (andrebbe bene anche 44) e allora… che titolo ho tirato fuori? Un titolo che ha un senso e, se solo avrete la pazienza di leggere tutto il post, lo capirete, almeno spero. In caso contrario mi comprerò una cyclette e comincerò a buttar giù questa trippa che mi porto dietro da una vita (anzi davanti :D).

I web writer scrivono testi per il web. Nella maggior parte dei casi testi mille volte rimaneggiati ripresi sempre dalle stesse fonti, che non portano assolutamente nulla di nuovo. La maggior parte delle volte testi inutili e lo dico senza alcun timore, perché l’ho fatto anche io e so di cosa parlo. Il problema è tutto nel costo del post, nella frequenza delle pubblicazioni, nella capacità di farti sentire parte di un progetto e quindi particolarmente interessato a parlarne e a lavorare per quel determinato progetto. Però, prima o poi, dobbiamo per forza cambiare, dobbiamo per forza evolverci, altrimenti rimaniamo articolisti di terza categoria pagati una miseria.

So cosa state pensando: e che mi metto a scrivere post curati impiegandoci un’ora o più per 5 o 6 euro? Ok, avete ragione, ma da qualche parte si deve pur cominciare, no? Meglio ne parliate con Riccardo Esposito, lui è bravo in questo campo. Comunque qual è il discorso? Il discorso è che il primo compito di un bravo web writer che gestisce un blog aziendale dovrebbe essere quello di risolvere un problema, di dare informazioni interessanti che risolvano una situazione. Insomma, se vendete patate, il vostro blog aziendale deve dare ricette sulle patate, deve spiegare come conservarle, deve dire come seminarle, coglierle, lavarle… sennò a che serve?

Chi legge il tuo blog è lì per sentirsi il mago della patata (no, non parlo di Rocco Siffredi), vuole avere la convinzione che la tua ricetta è quella giusta, che domenica stenderà la suocera con le patate sabbiate che tu le hai insegnato a fare, che il mondo le sorriderà e i complimenti fioccheranno. Altrimenti, la prossima volta leggerà Giallo Zafferano, non il blog aziendale gestito da te.

Alla fine, intendiamoci, chi se ne frega delle tue patate, le compro alla Coop e ciao. Ma se tu sai darmi quel qualcosa in più, quella informazione che mi serviva, quello che mi appaga… beh, allora prima di tutto lo faccio sapere ai miei amici e condivido il post su Facebook (o chi per lui), poi alla prima occasione compro le tue di patate, quelle che fritte sono veramente croccanti e non diventano nere.

E io? Come faccio a sentirmi magra? Non mi ci sento, a meno che uno di voi non apra un blog aziendale per quasi obesi… in quel caso segnalatemelo 😉

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Francesca Oliva

6 Responses to Web writer aziendale, fammi sentire magra!

  1. Author Image mammachetesta ha detto:

    Bellissimo post!
    La prima che trova QUEL blog passa voce eh? 😉

  2. Author Image Fabio ha detto:

    Cara Francesca, o soffri di una disfunzione ormonale e ingrassi anche se bevi solo acqua oppure mangi troppo o mangi cose che non dovresti mangiare. Non ti serve un web writer, nè un blog per “quasi-obesi” (definizione tua)con una ricetta che ti faccia percepire diversa dalla realtà. Non ti senti magra perchè non lo sei. E la cosa ti crea disagio perchè se c’è chi di profilo non entra nello specchio ma campa bene lo stesso tu soffri perchè non riesci a entrare in una taglia 42. E la tua sofferenza è del tutto legittima. Ma la soluzione non sta nel web.
    lo Io mi rivolgerei a un dietologo se non si tratta di un problema di scarsa volontà (tipo che di notte saccheggi il frigo) o a un terapeuta se la cosa ha radici psicologiche.
    Per quello che invece dici a proposito del blog aziendale che deve fornire info utili, risolvere problemi, dispensare consigli sono d’accordo al 100% con te.

    • Author Image Francesca ha detto:

      Grazie Fabio per la tua premura, ma non ho nessuno scompenso ormonale, ne sono fissata con la dieta. Non saccheggio il frigo di notte, ma sono estremamente golosa e quindi è dura per me buttare giù questi chili di troppo. Detto questo il mio era un esempio, una metafora provocatoria per far capire cosa intendo per bravo blogger aziendale. Sono contenta che concordi con me su come gestire un blog di questo tipo. Buona giornata 😀

      @mammachetesta ti terrò informata ;)Grazie 🙂

  3. Author Image Andrea ha detto:

    Apprezzo l’amore per la scrittura, adoro la propensione verso la buona comunicazione, gradisco tantissimo questo pezzo ma non riesco a digerire quei 5 barra 6 euro l’ora per del buon web writing che sia ricercato (non ampolloso) e pure efficace.
    La carne buona ha il suo prezzo, il vino buono ha il suo prezzo. I servizi artigianali ben fatti hanno il loro prezzo, persino l’imbiancatura di una stanza ha un prezzo elevato se eseguita a regola d’arte.
    Se voglio mettere in tavola qualcosa giusto per far mangiare i miei commensali comprerò carne economica e servirò il vino del discount, cucinerò senza troppo impegno e non mi curerò della loro soddisfazione. Se devo imbiancare una stanza perché devo affittare il monolocale comprato per investimento posso farlo anche da solo o pagare un imbianchino improvvisato. Ma se voglio servire un pasto soddisfacente ai miei amici spenderò qualcosa in più, cucinerò con passione, dedizione e impegno. Se vorrò una tinteggiatura di qualità chiamerò un bravo imbianchino.
    Insomma, le aziende guadagnano in soddisfazione (che si traduce in soldi) dai messaggi che trasmettono al loro pubblico, comprese le ricette delle patate sabbiate o quelle che non fanno ingrassare. Perché mai uno stupendo web writer che scrive altrettanto stupendi web-articoli dovrebbe essere pagato come il vino del discount?
    Scusate ma non ci sto.

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