se non avessi fatto il copywriter avrei fatto il tea tasterCopywriter si nasce o si diventa?

Non so se per tutti i copywriter è così, ma io spesso mi chiedo come sono arrivata a fare questo mestiere e come sarebbe andata se avessi preso un’altra strada.

E ogni volta, quando ci penso, mi torna in mente lui: Jonathan Hart, uno dei protagonisti della serie “Cuore e Batticuore” (titolo originale “Hart to Hart”), telefilm in perfetto stile Anni ’80 dalla regia ai protagonisti: marito e moglie miliardari che se la spassano da mattina a sera e tra fragole&champagne, tuffi in piscina e auto sportive, acchiappano assassini, delinquenti vari, risolvono delitti e casi di spionaggio.

Ma concentriamoci su Jonathan interpretato da Robert Wagner, l’uomo in blazer, con la riga da una parte e il ciuffo immobile come il Ken della Barbie. Bene, il pettinatissimo Jonathan, più o meno negli anni gloriosi della serie TV, appariva anche in uno spot televisivo per una nota marca di tè, pronunciando la frase che forse ha segnato per sempre il mio destino: “Se non avessi fatto l’attore, avrei fatto il tea taster”. A parte le risate che questa frase scatenava allora come adesso, resta la domanda iniziale: “che cosa avrei fatto se non avessi fatto il copy?”.

E da qui un’altra domanda: “copy si nasce o si diventa?”. Io qualche risposta me la sono data, forse anche grazie all’impavido Jonathan. Non credo si nasca copy, anche se, conoscendoci tra noi, ci ritroviamo sempre un pochino l’uno nell’altro, ma continuo a pensare che non esista un DNA copy e che si possa imparare a fare questo mestiere, perché di mestiere si tratta. Sicuramente il primo approccio è decisivo, un po’ come la Coca Cola o la Nutella: ne puoi fare senz’altro a meno, ma una volta che le assaggi, ci sei dentro.

Ma torniamo alla prima fondamentale domanda: “che cosa avrei fatto se non avessi fatto il copywriter?” Il tea taster? Mah, perché no? In fondo il tè mi è sempre piaciuto, ma probabilmente avrei fatto l’esploratore o la cartolaia…A pensarci bene, un nesso con il copywriting c’è.
E voi? Cosa avreste fatto?
PS
La domanda vale anche per gli art, basta che non rispondano: “il copy”.

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Alessandra Calore

Un copy in corriera, ma soprattutto in treno e in scooter. Nasco a Milano, studio a Bologna e rinasco come copy a Milano, imparando da grandi professionisti, in belle agenzie. Ma, come dice il saggio: “se assaggi il ragù non lo lasci più” e allora di nuovo a Bologna, dove non si mangia solo bene, ma si fa anche buona pubblicità. Dopo un periodo gustoso come questo, ci vuole un po’ di moto: ed eccomi sfrecciare per le vie di Firenze in una nuova copyadventure, che gira e rigira mi ha riportata a Bologna, dove il mio spirito avventuroso si esprime al meglio come free-lance.

10 Responses to Se non avessi fatto il copywriter avrei fatto il tea taster.

  1. Author Image Zia Cin ha detto:

    Quando ero al Classico dicevo sempre che il greco un giorno mi sarebbe servito per scrivere in forma figa il nome del mio negozio di frutta e verdura…quanta saggezza in una sola donnina. Peccato che poi non abbia seguito il mio stesso consiglio (subdolo e sfotteggiante) di fare la fruttivendola. Ora sono convinta fermamente di altro. Se non avessi fatto la copy, avrei avuto due alternative: doppiare Lisa Simpson o diventare un lirico maschio.

  2. Author Image Laura Grazioli ha detto:

    Bello Ale!, non avevo dubbi. E comunque se non avessi fatto la copy avrei fatto la lavandaia. E, ora come ora, probabilmente avrei un orizzonte più lungo. 🙂

  3. Author Image Valentina ha detto:

    Da piccola volevo fare la fioraia. O la benzinaia. Non chiedetemi perché: ancora sto rimuginando su questi “sogni” d’infanzia.

  4. Author Image Benni Priolisi ha detto:

    Se non sarei un copy mi occupassi di immaggine.

  5. Author Image Andrea ha detto:

    Copy? Cos’è un copy?
    Davvero, mi piacerebbe saperlo perché non c’è una categoria di partita IVA con quel nome. Quando lavoravo in radio volevano farmi firmare un contratto per “autori di programmi radiofonici” perché per i copy non ne avevano. Gli studi di settore non sanno cosa sia un copy. Mia madre pensa che io sia uno che perde il tempo davanti al computer. Quando ho spiegato a mio fratello in cosa consistesse il mio mestiere (perché nemmeno lui sa cosa sia un copy) ha detto -E sarebbe un lavoro?- . Bene, ho deciso che quando mi chiedono cosa faccio nella vita rispondo -Faccio cose, vedo gente-.
    Dunque, se non facessi cose e vedessi gente forse sarei un copy.

    P.S.
    La risposta alternativa che do a -Cosa fai nella vita?- E’ -Chiedimi chi sono. E’ meglio-.

  6. Author Image Alessandra Calore ha detto:

    La mia partita IVA recita: altre creazioni in ambito letterario…Altre, mah?!!

    • Author Image Benni Priolisi ha detto:

      Ufficio anagrafe, Palermo.

      Impiegato: Professione?
      Io: Pubblicitario.
      I.: Non c’è, riprovo. Niente, non c’è.
      Io: Impossibile.
      I.: Vabbe’, lo inserisco io.

      Poi, con la nuova carta d’identità in mano, capisco:
      aveva digitato – ed è quello che c’è stampato – Publicitario.
      Alé!

  7. Author Image fefa ha detto:

    Al contrario, io mi chiedo semmai un giorno farò la copy, dato che l’unica cosa che so fare è scrivere ed ho fatto di tutto -tranne quello. Un bacione. Ps. per me copy si nasce 🙂

  8. Author Image Alessandra Calore ha detto:

    fefa, una parte di me vorrebbe dirti di lasciar stare, ma sono un’inguaribile romantica e quando sento entusiasmo, non ce la faccio e quindi in bocca al lupo. di cuore 😉

  9. Author Image paoloparigi ha detto:

    Inutile dire che io, se non avessi fatto il copy, avrei fatto il batterista in un bordello 🙂

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