Il pornfolio l'appagamento dei doppi sensiATTENZIONE – Per la particolare tipologia di argomenti trattati, la lettura di questo post è fortemente sconsigliata ai minori di anni 18.

Uno dei migliori e allo stesso tempo più insospettabili apici del copywriting viene toccato senza dubbio nei doppi sensi. Nove volte su dieci una volgare scurrilità degna di una caserma vietnamita degli anni ’60, il doppio senso riesce però a toccare nel decimo caso delle estatiche vette di sublime genialità pornoescatologica.

Quando ero al liceo ogni anno si organizzava il torneo di calcetto della scuola, una competizione scalcinata ma che veniva vissuta e celebrata con la sacralità mistica di una Coppa del Mondo d’annata. Al di là del gioco, l’aspetto che ho sempre trovato più affascinante erano i nomi che le squadre sceglievano per gareggiare, quasi sempre delle geniali storpiature di grandi club europei. Al fianco di alcuni giochi di parole decisamente innocui (PSV Andove, Deportivo La Calunnia, Real Suin) sono rimasti scolpiti nella memoria di un’intera generazione alcuni autentici capolavori di oscenità adolescenziale: il Porcellona, il Belfica, il Mherda Berlino e, soprattutto, il leggendario Sborussia Dortmund (che riuscì peraltro anche a laurearsi campione). Insomma, una roboante sarabanda di calembour fecalgenitali su cui Sigmund Freud avrebbe scritto con furore una decina di saggi.

Ma il vero, impareggiabile climax viene toccato dai titoli delle pellicole hard: parodie così sfacciate, nella loro eclatante volgarità, da rasentare il sublime. Quella che segue è la top ten dei film porno che sarei stato onorato di tenere a battesimo.

10 – Genitali in blue jeans. Semplice, elegante, straordinariamente oggettivo.
9 – A quel culo piace caldo. Incontestabile, sbarazzino, retrò.
8 – Il glande freddo. La potenza di una singola lettera.
7 – Sette ani in Tibet. Esotico e immaginifico.
6 – Quattro matrimoni e un foro anale. Piccola variazione sul tema.
5 – Chi la dà lo aspetti. Non fa una piega (almeno non in senso metaforico).
4 – Altrimenti ci arrapiamo. Non dite poi che non eravate avvisati.
3 – Il silenzio degli impotenti. Scomodo ma reale, tocca un tema quotidiano.
2 – Io speriamo che me la chiavo. La forza di un insight universale.
1 – Qualcuno violò il suo buco del culo. Ineccepibile nella metrica, sublime nel senso.

E questo è solo un piccolo assaggio. Mi chiedo spesso chi siano, che studi abbiano fatto e come trascorrano le loro giornate gli autori di questi geniali titoli. Chissà, magari anche loro quando vanno a fare dei colloqui si portano appresso il loro portfolio.

O meglio, il loro pornfolio.

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Roberto Ottolino

6 Responses to Il pornfolio: l’appagamento dei doppi sensi.

  1. Author Image Andrea ha detto:

    Ah però, Ottolino, dimostri di essere superdotato anche nell’immenso campo del porno.
    Che cultura, che dimensioni!

  2. Author Image Laura Grazioli ha detto:

    A me è rimasto scolpito questo: Jurassic Pork
    🙂

  3. Author Image paoloparigi ha detto:

    La grande Lewinsky e Il glande Lebowsky

  4. Author Image alessandra calore ha detto:

    ci vorrebbe un cine-forum 😉

  5. Author Image Sebastiano ha detto:

    Biancaneve sotto i nani.

  6. Author Image Daniela Montieri ha detto:

    Cenerantola, Mery Pompins e l’intramontabile Finocchio 😉

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