With all my artIl copy s’innamora.

“A A Art Director cercasi per relazione stabile e duratura con Copywriter disponibile, serio, accountesente, portfoliomunito. Astenersi perditempo.” 

E così per il copy, ormai cresciuto, con una casa e un lavoro stabile, è arrivato il momento di mettere la testa a posto e trovare la sua anima gemella: l’art.

Non c’è niente di più sublime di un art director che trova il copywriter della sua vita, riuscendo finalmente a riprodursi in quel perfetto connubio tra testo e visual che manda in visibilio i due protagonisti di questa meravigliosa storia d’amore. Purtroppo non sempre capita che i due colombi riescano subito a trovarsi.

Naturalmente stiamo parlando della vita sentimental-professionale del copy, che invece si fidanza, si sposa e fa figli anche con esseri umani “normali” che non necessariamente lavorano in pubblicità. È molto raro il caso di copy e art che si innamorano e si sposano sul serio. Ma si tratta di casi fortunatissimi che non sono oggetto di questo articolo, il quale narra invece le vicissitudini di un copy alla disperata ricerca della sua controparte.

Analizziamo infatti un caso che -ahinoi- non si è ancora concluso felicemente, da cui l’annuncio che il copy ha speranzosamente pubblicato in apertura. Il caso riproduce la triste realtà di molti copy ancora single, che leggendo potranno forse riconoscersi e sentirsi meno soli nel loro dolore.

Questo copy è stato piuttosto sfortunato. All’inizio ha avuto un art che però faceva coppia con l’altro art (senior) e non con lui. Insieme facevano viaggi, servizi fotografici oppure si appartavano per complimentarsi dell’ennesima impaginazione riuscita. Una situazione umiliante per il copy, i cui titoli erano usati unicamente per riempire spazi vuoti.

Dopo questa storia invece sembrò arrivare il colpo di fulmine. Iniziò quasi per caso. Il copy sbirciava sul suo monitor, l’art si illuminava di fronte ai suoi titoli. L’idillio. Un anno d’amore e di successi collezionati uno dopo l’altro. Amici e clienti erano felici per l’affiatamento di questa giovane coppia creativa.

Purtroppo anche le cose belle sono destinate a finire. Romeo e Giulietta sono stati separati per sempre dalle due famiglie rivali che se li contendevano. Sopravvive una bella amicizia, ma non è la stessa cosa…

A questa triste storia ne seguì un’altra. Fu però un fuoco di paglia. Durò poco. Tre mesi di infatuazione a cui seguirono liti e incomprensioni. Con l’account (e come ti sbagli?). Alla fine l’art andò via e sposò un altro copy.

E veniamo a oggi. Il copy attualmente vive una situazione contro natura in cui fa coppia con un altro copy. Essendo  fondamentalmente etero, egli soffre, provando costantemente la cosiddetta sindrome da visual vuoto. L’art director con cui di tanto in tanto lavora in agenzia non è il suo tipo, ha un brutto carattere (nel senso che usa sempre font che non gli piacciono).

Alla fine il copy, ancora solo, attende. Un giorno troverà l’art dei suoi sogni con cui costruire un radioso portfolio

Daniela Montieri

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About The Author

Daniela Montieri

Lavoro da Roma per clienti e agenzie che sono ovunque fuorché a Roma, il che è comodissimo, soprattutto per Trenitalia. Mi esprimo “in modo strano”, almeno a detta di amici, cosa che però è un vantaggio sul lavoro. Adoro scrivere testi comici, cosa che invece non sempre è un vantaggio sul lavoro. Ho lavorato e lavoro per Expedia, UPS, Lavazza, Q8 Italia, Marcopolo Expert, Banca Popolare di Bari, Alpitour, ING Group, Technogym, Johnson&Johnson, sforzandomi di rimanere seria. Sono la moglie di un mago e mamma felice di due blog e un bellissimo bimbo.

5 Responses to With all my art.

  1. Author Image Andrea Sansanini ha detto:

    Sono sentitamente commosso…

  2. Author Image babs ha detto:

    andrea sansaNini? non ci posso credere… non mi posso distrarre un attimo! 😉

  3. Author Image Andrea ha detto:

    Lavoravo in un’agenzia. C’era la stanza degli art. Lì lavoravano anche il web designer e l’illustratore. lì arrivavano le foto. Lì c’era anche una postazione con un vecchio mac di servizio che usavo nei rari momenti in cui era libera. Ma io avevo una specie di nicchia fra il bagno e la saletta riunioni. Lì stavo io, perché “il copy non si deve distrarre”. E’ la solitudine del copy.

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