12 pensieri su “The brief is on the table #1.

  1. Un post veramente molto appetizing, direi above the line! Fai bene, bisogna stimolare l’awareness su certe problematiche 😀
    Degno di nota, comunque, è anche l’account che utilizza con disinvoltura termini inglesi italianizzati, coniando perle del tipo “abbiamo schedulato tutto” oppure “lo spot va sciuttato* il (data)”, oppure “vieni in sala riunioni che ti briffo / debriffo”
    (*) “sciuttato”, voce del verbo “to shoot”

    Lì proprio siamo ben oltre le porte di Tannhauser della supercazzola 😀

  2. Che dire? Il business english è un flagello. Non di Dio, come Attila, ma dell’Io, poiché a mio avviso rivela da parte di chi ne abusa un latente senso di inferiorità nei confronti dell’interlocutore, per superare il quale egli ricorre a una terminologia poco comprensibile al fine di stabilire una distanza che definirei “sciamanica”, pseudo-sapienziale, con chi ascolta. La mia quotidianità di copywriter, fortunatamente, vive al riparo da tale tempesta di inutili anglismi. Il problema però, è che spesso mancano anche gli utili italianismi: non di rado infatti, i brief, se tali si possono definire, mi vengono trasmessi, con arguzia tutta vernacolare, addirittura in dialetto… 😀
    Insomma, nei brief si dovrebbe “pushare” un po’ di più sui contenuti comprensibili! 🙂

  3. Non ho potuto resistere all’impulso di riscrivere il commento usando una forma più appropriata 😉

    Esempio di brief in dialetto: “bisogna che ghe o dixemo sensa dirgheo”
    Traduzione: “Bisogna comunicarlo in modo soft”

    • 🙂 Anche questo mi mancava. Dovremmo fare una raccolta di lessico accountese. I primi che mi vengono in mente sono “briffare” (fornire un brief), “zippare” (comprimere dei file) e “scannare”(scansionare documenti).

  4. Copy-Account: l’eterna battaglia tra il bene (noi) e il male (loro).
    Troppo forte questo post e fantastici anche i commenti (che ho letto tutti).
    Questo mi fa pensare che hai toccato un nervo scoperto della questione.

    A proposito del dialetto, mi è capitato questo:
    «Guagliu’ c’avimm’ rà na’ mossa, a cchist’ n’ce servene e’ sordd!».

    Traduco per i lettori che vivono al di là delle “Linea Gotica”:
    «Raga, sbrighiamoci poiché costui (il cliente) langue in problemi di liquidità ed ha bisogno di aumentare le vendite!».

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